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Anche
i ceci come i fagioli vanno preparati prima: sono essiccati e
devono stare nell’acqua per diverse ore per ammorbidirsi.
Quando sono tornati grandi e tondi vanno messi in una “pignata”-
la tipica pentola di coccio panciuta con i bordi alti - con acqua,
del sedano, mezza cipolla, un pochino di aglio, pomodoro, poco,
e sale. Così incomincia una cottura lenta, che non richiede
altro che di aggiungere un po’ di acqua ogni tanto. Non
va nemmeno girata con il cucchiaio.
Invece più cura richiede la pasta. |
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ovvero Pasta
fresca e Ceci
Si sa, fare la pasta è un lavoro, “tirare
la sfoglia” è un’arte: e così, unite la
farina all’ acqua e sale. Bisogna lavorare l’impasto
molto bene, lasciatela mezz’ora a riposare sotto un panno
umido e poi fare una sfoglia sottilissima, tagliarla a listarelle
irregolari larghe mezzo centimetro (la tria) e lasciarle all’aria
ad asciugare.
Cuocere la pasta in acqua salata e scolarla molto al dente, unirla
ai ceci cotti in pignata e aggiungere un abbondante giro di olio
extravergine di oliva.
Fin qui non c’e grande differenza dalle tante “paste
e ceci” diffuse nelle regioni del centro sud italiano, ognuna
con piccole varianti legate alla storia della terra.
Ma Ciceri e tria ha una magia finale.
La pasta non va tutta cotta in acqua: una manciata abbondante va
messa in una padella con olio extravergine d’oliva a friggere
finchè non diventa croccante.
A questo punto si mette la pasta dorata nella minestra di ceci e
pasta: ceci morbidi, la consistenza della pasta cotta, il croccante
della pasta fritta, olio extravergine di oliva e pepe: un'armonia
di sensazioni per il palato. |
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