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Questo piatto
non può essere improvvisato.
No, non è complesso, è semplicissimo, ma uno degli
ingredienti principali è il 'tempo'. Bisogna pensarci la
sera prima. |
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ovvero Pasta
e fagioli
La sera prima mettere a bagno i fagioli nell'acqua
perché si ammorbidiscano, magari con una punta di bicarbonato
per rendere piu' tenera la buccia: sono piccoli, bianchi, tondeggianti
ma il loro involucro esterno puo' riservare sorprese. Alla mattina
saranno i padroni della ciotola dove la sera prima erano persi,
perchè avranno assorbito quasi tutta l'acqua e quindi avendo
triplicato il loro volume. Basta scolarli bene e metterli sul
fuoco dentro una "pignata", pentola di coccio, con della
cipolla tagliata grossolanamente, qualche pomodoro, prezzemolo,
sale e pepe e un po' di acqua. E poi il 'tempo' perché
cuociano a fuoco moderato: lentamente l'acqua di cottura evapora
e ne va aggiunta piano piano dell'altra. E così per più
di un ora. Quando sono cotti, si fa cuocere, a parte, la pasta:
i "patarnosci" , tubetti piccoli che potrebbero essere
paragonati ai grani delle corone del rosario (i "padrenostri"
appunto!) sono l'ideale. La pasta molto al dente viene unita ai
fagioli e insieme devono cuocere per qualche momento in modo da
confondersi gli uni con gli altri. E' quasi pronta, solo un attimo
ancora di pazienza: manca solo un giro abbondante di olio, olio
extravergine di oliva salentino naturalmente! |
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