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Ci
sono anche grandi spazi incolti, ma non per questo aridi o inutili.
Vi crescono arbusti aromatici, erbe, piantine di ogni genere:
è qui che si possono trovare in inverno le "paparene" (foglie
di papavero) e i "pampasciuni" (lampagioni), e in primavera gli
asparagi selvatici. Le 'paparene' (o 'paparine') nel dialetto
salentino sono le piante di papavero rosso (papavero selvatico
o rosolaccio, papaver rhoeas) che abbondano nei luoghi incolti
e nei campi di cereali. |
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ovvero Paparine
in umido
Queste diffuse piante non sono solo piacere
dell'anima quale simboli dell'estate, piacere degli occhi per
i festosissimi fiori selvatici; possono essere un piacere per
la gola con le foglioline delicate raccolte nei miti inverni salentini,
prima che la pianta cresca e spuntino i boccioli fiorali.
Le 'paparene' vanno pulite bene: sono raccolte in campagna
e portano con sé la sottile e invadente "terra russa";
per toglierla vanno sciacquate ripetutamente.
Vanno poi messe in una pentola e cotte a fuoco lento, con pochissima
acqua: basterà quella che rimane sulla verdura appena lavata.
Lentamente la verdura si affloscia, rilascia acqua e, a questo
punto, va scolata.
Si aggiunge quindi del buon olio d'oliva extravergine, olive nere
salentine, un cucchiaio di aceto rosso e poco peperoncino e si
fa cuocere, sempre a fuoco lento per almeno mezz'ora. E' un piatto
veramente unico! |
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